Regno Unito: il ritorno delle istanze di liquidazione

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Il 9 settembre 2021, l’Insolvency Service ha annunciato la fine graduale, a partire dal 1° ottobre 2021, delle misure provvisorie in materia di insolvenza, così come previste dal Corporate Insolvency and Governance Act del 2020 (CIGA).

Le principali misure sono:

  • un aumento temporaneo da 750£ a 10.000£ dell’importo residuo che deve essere dovuto affinché una società possa essere considerata insolvente. Ciò significa che se è dovuto un importo più basso, il creditore non potrà presentare una istanza per lo scioglimento di una società, a meno che non ricorrano altri requisiti.
  • La concessione di un periodo, pari a 21 giorni, entro il quale i creditori si aspettano di ricevere una risposta da un’impresa debitrice, prima di procedere con l’azione di liquidazione.

Si è molto discusso del problema dei debiti crescenti accumulati durante la pandemia da Covid-19, e della difficoltà dei creditori di porre in essere un’azione di classe e presentare una istanza al tribunale per richiedere la liquidazione coatta delle società debitrici. Tutto ciò ha fatto anche sì che un numero significativo di c.d. società zombie continuasse a porre in essere affari pur essendo insolventi.

Un importante aspetto da considerare è che mentre queste previsioni temporanee – come già detto – saranno gradualmente eliminate, esse rimarranno in vigore esclusivamente con riferimento ai canoni commerciali, fino a al 31 marzo 2022, e nel mentre il governo sta dando avvio a uno schema di arbitrato relativamente ai debiti sugli affitti maturati durante la pandemia.

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